Girare con luce naturale: una vera arte cinematografica

Girare con luce naturale: una vera arte cinematografica

La luce è l’elemento più importante di tutti nel mondo del videomaking. Numerosi registi e videografi, grazie ad un utilizzo ottimale e creativo della luce, sono riusciti a creare film e cortometraggi che si possono considerare delle vere e proprie opere d’arte.

 

Che cos’è la luce naturale?

In questo articolo vogliamo parlare della luce naturale: si parla di utilizzo della luce naturale quando in una pellicola, in uno spot o in un qualunque genere di prodotto video, l’unica fonte di luce utilizzata per illuminare ciò che viene ripreso è quella naturale, data dal sole, dalla luna o dal fuoco (camini, focolari, candele, ecc.).
Scegliere di girare unicamente utilizzando la luce naturale è sicuramente difficile, ma altrettanto interessante.
Durante la fase di ripresa del giorno delle nozze, il più delle volte noi videografi di matrimonio ci troviamo nella situazione di dover utilizzare per la maggiorparte del tempo la luce naturale. Questo con il passare del tempo ci ha aiutato, e ci aiuta tutt’ora, ad imparare a gestire al meglio questo tipo di illuminazione che noi non possiamo controllare. E’ il filmmaker che dipende dalla luce e non viceversa.
Perciò, quando sentiamo parlare di pellicole cinematografiche realizzate interamente (o quasi) utilizzando fonti di luce naturale, non possiamo fare altro che andare al cinema, comprare il biglietto e per un paio d’ore lasciarci incantare e ispirare dalla bellezza di questi film (perchè vi assicuriamo che quasi tutte le volte SONO film bellissimi).

 

Quattro film (che abbiamo adorato) girati utilizzando la luce naturale

Di seguito elenchiamo alcuni esempi di film che ci sono piaciuti molto per l’arte e la sapienza con cui è stata utilizzata la luce naturale.
Ne avremmo potuti scegliere a decine, ma ci siamo dovuti limitare a questi 4 grandi film:

1.“Barry Lyndon” di Stanley Kubrick, del 1975

La scelta dell’utilizzo della luce naturale riguarda molto spesso pellicole che raccontano un periodo storico lontano, in modo da rendere la trasposizione storica il più fedele possibile. In “Barry Lyndon” Kubrick e il direttore della fotografia John Alcott adottano nelle scene notturne l’utilizzo di candele e lampade ad olio. Il risultato è un effetto di luce soffusa, che mostra allo spettatore frame che ricordano i quadri del ‘700 e dell’800, da cui il film vuole prendere ispirazione. Lo stesso vale per la scelta delle location del film.
Per questo motivo Kubrick e Alcott decisero di utilizzare le lenti più luminose della storia della fotografia, le Zeiss Planar 50 mm. F 0.7. Grazie a tutto questo, “Barry Lyndon” è considerato ad oggi il film con la trasposizione storica più fedele che il cinema abbia conosciuto. Si tratta di un film con un impatto estetico e visivo davvero forte, dove ogni scena viene ripresa come fosse un quadro da osservare.

(Immagini tratte dal film Barry Lyndon, del 1975)

2.“La Favorita” di Yorgos Lanthimos, del 2018

Lanthymos adotta circa quarant’anni più tardi lo stesso sistema di illuminazione di Kubrick nel film del 2018 “La Favorita”. Parliamo di un film ambientato più o meno nello stesso periodo di Barry Lyndon, quindi abbiamo un eccellente uso di candele o lampade ad olio che diventano luci intro diegetiche, ovvero fonti di luce che vediamo all’interno dell’inquadratura. Nelle scene girate di giorno, invece, la scelta delle location è stata molto importante. Infatti il palazzo reale, che aveva grandi finestre da cui entrava molta luce, è diventato complice della resa finale dell’opera. Bisognava avere un’idea molto chiara della posizione del sole rispetto alle diverse stanze dove sarebbero state realizzate le riprese. Un altro eccezionale esempio che dimostra che spesso nel cinema nulla è lasciato al caso!

(Immagini tratte dal film “La Favorita”, del 2018)

3.“Il primo re” di Matteo Rovere, del 2019

Un altro caso di utilizzo della luce naturale la troviamo nel film italiano “Il primo re” di Matteo Rovere, ambientato nel periodo precedente alla fondazione di Roma: l’uomo viveva ancora in uno stato “barbarico” e selvaggio.
La fonte di luce principale che viene utilizzata è quella del fuoco. Oltre a dare un’esperienza visiva il più veritiera possibile (anche grazie a l’utilizzo di oggetti di scena e costumi molto realistici), il fuoco contribuisce alla creazione di un’atmosfera primordiale, drammatica e difficile. Le sagome, le ombre, i colori che le fiamme donano alla pellicola rendono il film di Rovere un capolavoro in grado di trasmettere emozioni forti e travolgenti.

(Immagini tratte dal film “Il primo re”, del 2019)

4. “The revenant” di Alejandro González Iñárritu, del 2015

Film girato interamente con questa tecnica di illuminazione e ambientato nelle location più fredde e desolate della Columbia Britannica, in Canada. In questo film troviamo intere sequenze illuminate solamente dalla luce del sole oppure dal fuoco delle fiaccole e delle candele. Il mood generale dei colori è caratterizzato da toni freddi, di diverse sfumature di azzurro, caratteristici dei luoghi in cui è ambientato il film. La presenza della luce del fuoco crea un contrasto di toni caldi sui volti dei personaggi, favorendo un’atmosfera molto suggestiva e intima, questo grazie anche ai movimenti di macchina che si avvicinano molto ai soggetti. In questo caso, come in tanti altri (pensiamo anche a “1917” di Sam Mendes) la messa in scena del film porta la mente dello spettatore ad entrare in contatto con i personaggi e provare empatia. Il tutto genera un’esperienza visiva ancora più immersiva. Abbiamo davvero adorato questo film.

(Immagini tratte dal film “The Revenant”, del 2015)

Quello che abbiamo imparato

Cosa abbiamo imparato da questi “artisti della luce”?

Innanzitutto ci hanno aiutato a sviluppare l’attenzione verso i dettagli. E sappiamo tutti che sono i dettagli a fare la differenza.
Ci hanno mostrato un modo di fare cinema che si distacca ancor di più dal concetto di “finzione”.
Ci hanno insegnato che qualsiasi prodotto video non deve limitarsi a “mostrare quello che succede”. Il video è un potente strumento comunicativo e l’utilizzo corretto e creativo della luce ci aiuta ad evocare sensazioni uniche in chi guarda.

 

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